Molise
Perché la Tintilia è rimasta soltanto in Molise
Quasi tutti i vitigni italiani di successo hanno viaggiato. Il Sangiovese si coltiva in mezza penisola, il Montepulciano è arrivato fino alle Marche e alla Puglia, il Trebbiano si trova praticamente ovunque. La Tintilia no: è rimasta dove era, e l'unica ragione è il clima.
Le colline interne del Molise superano spesso i cinquecento metri e conoscono escursioni termiche importanti fra il giorno e la notte. Sono condizioni che la maggior parte delle uve rosse non regge: maturano male, o non maturano affatto. La Tintilia sì, e in quelle condizioni sviluppa un tannino saldo e una nota speziata che a quote più basse si perde.
Per gran parte del Novecento questo è stato un limite commerciale. Negli anni Settanta gran parte dei vigneti molisani è stata reimpiantata con varietà più produttive e più facili da vendere, e la Tintilia si è ridotta a poche decine di ettari. Il riconoscimento della denominazione è arrivato soltanto nel 2011, quando ormai la coltivazione era stata ripresa da un gruppo ristretto di aziende.
Oggi quel limite è diventato il suo tratto distintivo: un vitigno che non si trova altrove, in una regione che quasi nessuno associa al vino.
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